un cammino insieme senza veli, attraverso il sesso,attraverso le emozioni, attraverso l'amicizia, attraverso i pensieri
Sono spesso i particolari quelli che riempiono il cuore di gioia, sono spesso i particolari a ferire profondamente.
E sono ferita da pagine lette di un libro, da pagine di un libro condiviso, da qualcosa che è stato mio e che è stato a donato a chi non sa che farsene.
E non ne conoscevo il titolo, ma ne ero ferita.No non sono invulnerabile e un minuscolo granello di polvere può quello che non può un sasso…un sasso ammacca la corazza ma l’anima è protetta, un granello entra e sfrega e graffia..
E quel libro senza saperlo lo stavo leggendo, uno sguardo casuale agli scaffali della biblioteca di cui ho la tessere di prestito, l’occhio sull’autore, ne avevo letto "La sorella".
E la settimana scorsa ho perso ore di sonno a leggere le pagine di questo nuovo libro, forse noioso per qualcuno, uno di quei libri squarci sulla borghesia di fine ottocento e inizio 900, che descrivono un arco da Flaubert e Zola a Thomas Mann, includendo quell’autore ungherese di cultura mitteleuropea, Sandor Marai. E Quella Donna Giusta l’ho letta avidamente, le sfumature psicologiche che emergevano , in cui mi ricoscevo.
Quei quattro tasselli di due personaggi, uno che parla l’altro che ascolta, che si avvicendano sostituendosi uno all’altro in una diversa interpretazione del precedente partendo dal pomeriggio e poi la sera e poi l’alba e poi il giorno, andando verso il passato che è Roma e verso il fururo che è New York, vite che si dipanano congiunte, che si dipanano parallele che divergono e che si spezzano,che si vogliono mantenere intere.
Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola,uno di quegli insignicanti particolari, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo.O meglio di possederlo come comunque aveva sino allora cercato di fare, usando anche il figlio come mezzo, non accettando il distacco, la non completa fusione,l’amore non totale, l’identità separata. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. Ma nache lui voleva cose che non potevano essere date, cercava la libertà, cercava il fiato dalla società di cui era schiavo con metodicità e non vedeva la tozzezza del collo, la durezza dell’animo,l’astuzio del perseguire un fine.All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia - e in qualche modo a tirarne le fila. "Az Igazi" Quella giiiusta, ma non è esatto,in ungherese non esiste il genere femminile e maschile, lo si desume dal contesto ed è l’ambiguità che trionfa, la ricerca della fusione per poi respingerla od esserne respinto, poiché quello che si cerca nell’altro è ciò che ci manca,ciò che deve essere integrato, ma quando ciò avviene è come l’immagine di un puzzle, le tessere del puzzle restano divise e si ritorna dal tutto dell’unione al l nulla della divisione.
Ho un cane feticista.
E' un pastore tedesco di 10 mesi, un cucciolone giocoso e amorevole.
Ho avuto altri cuccioli, e qualche scarpa è finita nella spazzatura, dopo l'apporto in rosicchiate di cui si sono resi protagonisti, per non parlare di un paio di piumoni svuotati del loro contenuto qua e là, o del divano cambiato per "farsi i denti" su un bracciolo.
Ma Taj, a parte la tendenza a portare tutto quello che trova in giro, in giardino, per cui ormai è un'aggiunta mattutina al rigoverno della casa, la raccolta differenziata sull'erba del prato, ha uno spiccato amore per le...mutande.
Quindi è diventata regola non spogliarsi in camera lasciando gli indumenti abbandonati su una sedia.
Impossibile anche qualcosa del genere, in uno spot pubblicitario , di lui che segue la traccia di biancheria intima come i sassolini di Pollicino...farebbero la fine delle briciole sempre del suddetto.
Ma ora ha anche imparato a togliere il coperchio del cesto della biancheria sporca ed infilandoci il muso, rovistare sino a trovare...e strappare.... l'oggetto del suo desiderio per cui quando scendo in lavanderia rischio di trovare coriandoli multicoli di ex-perizoma.Già , perchè è selettivo anche nella scelta del proprietario delle mutande...evidentemente non ama il cotone degli slip di mio marito o delle mutandine di mia figlia...fa il raffinato il disgraziato!
....Dunque,ho preso un perizoma.Trattandosi in pratica di un triangolo non ho dovuto sforzarmi molto per ricordare che Area=basexaltezza\2, il che ci porta a circa 0,08 mq.Dopodichè ho proceduto alla pesatura con la bilancia per le dosi delle torte...10 gr. Lasciamo perdere il mercato...3 slip x 10 euro...l'altro giorno guardando le vetrine in un negozio di lingerie (in francese fa piu fine) un perizoma 60 euro. Fate le proporzioni e scoprirete che un perizoma al mq costa 600 euro e al kg 6000 euro.E poi dicono che quest'anno il tartufo è caro!!!!!! Quindi costerebbe meno cibare il colpevole a tagliatelle al tartufo e barolo. Per intando ho fatto uno stock di biancheria sul mercato...mi conviene..
Era un post di qualche tempo fa in altro luogo, ma a suffragare la teoria dei corsi e dei ricorsi storici di Vico,il marrano negli ultimi sta spopolando nuovamente il mio cassetto della biancheria. Forse sarà la frustrazione di una cagnetta in calore al di là della rete che divide il mio giardino da quello dei vicini,poverino ci passa le giornate con occhio languido e uggiolio protratto....quando non sbrindella mie mutande.
Nel tardo pomeriggio ieri , appena rientrato mio marito, ho fatto una scappata con la macchina a ricaricare il suo cellulare.Fatti un paio di chilometri mi sono fortunatamente accorta di essere uscita senza portafogli, ma non fortunatamente non perché erano solo un paio di chilometri, al più dove andavo mi conoscono e mi avrebbero fatto credito, fortunatamente perché sono tornata indietro.
Mentre tiravo giù qualche imprecazione cercandolo, mi è sembrato di sentire urlare dietro casa e sono corsa in camera da letto.La nostra camera infatti ha una porta che porta direttamente fuori senza fare il giro della casa .
Non l’avevo ancora aperta quando ho sentito battere colpi disordinati. Ho aperto e Sergio è quasi caduto dentro,le mani sulla faccia,il sangue che scorreva tra le dita. L’ho sorretto, fatto sedere, non sapevo cosa fosse successo e non era il momento di chiederlo…. Simo corri,inzuppa un asciugamano.Fortunatamente anche se ha solo 13 anni mia figlia mi somiglia e non cade nel panico quando è necessario essere pronti. …Ho preso un calcio da Manolo… so cosa può are lo zoccolo di un cavallo ferrato e ho iniziato a pulire la faccia per vedere l’entità della ferita,i danni.
Nelle feste di Natale è capitato ad una nostra amica e si è fratturata la mandibola e rotta una gran parte di denti.Se ti prendesse non di striscio potrebbe sfondarti il cranio. E avevo paura di cosa avrei trovato pulito il sangue ma bisognava farlo.Una ferita alla fronte,abbastanza profonda, …..ce la fai a tenere questo a tamponare? ….Mi gira la testa…. Sta fermo ti porto al pronto soccorso…no fammi vedere non è tanto….Non dire cazzate, è da punti ed è un colpo alla testa, ti deve aver preso di striscio ma non rompere,ora andiamo,,, Ma dovrei cambiarmi fare una doccia. …E fatti furbo mica devi conquistare la bella del reame, ti sei fatto male alla testa nessuno ti guarda le mutande….Un sacchetto di ghiaccio e mi soo resa conto mentre andavo al pronto soccorso, una trentina di chilometri, che p probabilmente non c’erano danni occulti….e stai più a destra e vai più piano…e cambia…. E se non la smetti ti do un calcio pure io….
C’erano due urgenze ma ci hanno fatto aspettare abbastanza poco,più lunga l’attesa ad aspettare uscisse, ma presupponevo che gli avrebbero anche fatto i raggi o la tac…e mentre fuori, all’arrivo delle ambulanze,telemonavo a mia figlia per rassicurarla e per dirle cosa doveva fare coi cavalli, è arrivata una macchina dei carabinieri e un’ambulanza,un uomo che esce di corsa,una donna che quasi non si regge in piedi,lacrime trattenute,dicorsa anche una barella una bimbetta intubata,camici verdi attorno che salgono con lei.,l’autista della croce rossa che mentre chiude la porta affrettatamente dice alla signora…dica a suo marito di non venerci dietro,siamo con la sirena e i carabinieri davanti….Sono corsa a prendere una bottiglia d’acqua…beva se ne ha bisogno…non arriva…non arriva,,,e ondeggiava…ora arriva,vedrà che si risolverà tutto…è caduta dalla bicicletta sembrava niente l,’abbiamo portata per tranquillità perché ha picchiato con la testa e poi qui ha perso conoscenza….lle ho apero la portiera le ho messo la bottiglia in grembo, non c’era altro che potessi fare…
Siamo tornati a casa alle undici, dopoun passo alla farmacia di turno, mangiato qualcosa. Sono stata alzata andando a vedere ogni tanto se c’erano problemi…stamani accidenti è andato a lavorare , il suo lavoro senza preavviso è un po’ un problema…ma stava bene…gli ho già telefonato un paio di volte e tutto ok.
Week end dall'odore di cavallo....più di un'ora sabato a caricare Manolo sul trailer...non è salito subito come Duca . Era già tardi e mio marito si è innervosito...ma i cavalli percepiscono gli stati d'animo e li empatizzano per cui la renitenza a salire è andata crescendo e non è certo con la forza che si vince un animali di 5 quintali,anche se è difficile mantenere l'aplomb. Fortunatamente mia figlia mi somiglia nel mantenere la calma ed alla fine l'ho caricato con lei , cavallo schiumante e noi pure grondanti di sudore.Non sono andata con loro...il carico di fieno che doveva arrivare il mattino era slittato e solo alle sei , dopo una decina di telefonate sempre più dure Davide è arrivato e mi sono fatta lasciare il rimorchio che scaricherò oggi.Doccia affrettata e ho raggiunto la carovana giusto in tempo per la cena. Il raduno cavalli era a una quindicina di km da casa, possibile andarci anche cavalcando, ma poi non sarebbe stato possibile fare la passeggiata di sabato pomeriggio e quella di domenica mattina calcolando altre sei sette ore di rientro.Le ende erano già montate per cui ho aspettato che marito e figlia si cambiassero e abbiamo messo le gambe sotto il tavolo. Ci si conosce un po' tutti nell'ambiente, difficile non aver incontrato qualcuno una volta o l'altra e la conversazione, con un interesse comune, difficile languisca...anzi talvolta diventa monocorde.Ed ovviamente dopo la cena il ballo, e piacevole anche per chi non balla, visto che il complesso non era di liscio...solo qualche valzer e tango per accontentare i fissati, qyuasi imballabili a dire il vero, non era decisamente il loro genere e il tempo era un optional...mi sono trovata a non capire se ballavo una polka o una mazurka...
Il resto anni 60-70, musica nota ai più, qualche puntata alle preferenze dei ragazzini come mia figlia con aavril lavigne e numerosi omaggi ai rolling stones. Anzi è con saticsfation che sono stata trascinata in pista ad aprire le danze...c'è sempre un po' di renitenza a metetrsi in pista per prima, ma Franco è matto come un cavallo e mi è venuto a prelevare di forza...e poi una volta lì in mezzo è più imbarazzante nicchiare che partire e beh era un po' che non mi lasciavo trascinare così a tener banco così..era serata e non mi sono proprio fermata...persino mio marito sono riuscita a far ballare un po' e non è facile... solo le pause del complesso e arrivava sempre il bicchiere pieno, e una pausa tecnica...ho rotto un sandalo e sono andata a mettere delle scarpe da ginnastica.Ed è continuato ancora dopo l'una quando il complesso alla fine si è eclissato, con musica country, la ciliegina sulla torta, mi sentivo tanto una trottola a saltellare girando da un braccio all'altro...meno male che il giorno dopo ha voluto andare a fare la passeggiata mia figlia e comunque l'ho lasciata volentieri..era un po' che non ne aveva tanta voglia e non mi piace forzarla. Invece si è divertita anche con la gimkana del pomeriggio,l'ha fatta solo lei...manolo non è ancora pronto e per lei era la rprima...la più giovane ed è arrivata quarta.beh è particolarmente portata per l'attività fisica, ha un bel fisico sia esteticamente che muscolarmente e una bella testa e riesce bene in qualsiasi sport provi a fare. Ha tenacia e spirito di competizione anche negli sport di gruppo ...cribbio a calcio dà la paga anche a quelli più grandi,i suoi amici la chiamano Materazzi quando non gioca in porta, dove in questo periodo è richiesta al massimo per i tornei di calcetto dei paesi vicini e allora la chiamano Buffon. L'unica cosa bisogna lasciarla sbattere...il papà cercava di consigliarla per la gimkana e farle indossare il caschetto, ho dovuto discutere perchè la lasciasse stare...vedi che si sta riapassonando? lasciala stare... e il casco lo so che sarebbe giusto ma non ce l'ha nessuno...è vero gli altri sono adulti,ma se la obblighi la conosco...piuttosto non la fa..e se sbaglia lascia lo faccia da sola...semmai spiegaglielo dopo....
Qualche giorno fa parlavo sul messenger con una persona del modo di vivere la vita, e mi ha aggettivato con il termine vorace.Non è la prima volta che mi viene attribuita voracità o comunque un suo sinonimo o una sua sfumatura. In realtà credo che il termine giusto sia intensità nel vivere, anche le cose più insignificanti come osservare una fila di formiche che si arrampica su un muro seduta su un gradino.
Forse questo lasciarmi penetrare da ciò che vedo, da ciò che ascolto, da ciò che leggo, da ciò che sperimento ha la sua spiegazione più nascosta nell'aver acquisito una sorta di ineluttabilità di temporaneità e al tempo stesso di immortalità. La vita è sembrata fuggire da me più volte e poi restare caparbiamente,quasi fossi intoccabile.
Quando sono nata, in casa, senza l'odierna tecnologia, avevo il cordone ombelicale avvolto intorno al collo e sembrava non respirassi.Lasciata su un tavolo, le cure dell'ostetrica tese a far sopravvivere mia madre, io ormai relegata da un non c'è niente da fare, su un tavolo. E il mio pianto ha provocato sorpresa.
In quel primo anno di vita altre tre volte è sembrato solo un aver rimandato il destino: a due mesi la pertosse, il terrore di dormire di mia madre e non riuscire a tirarmi su in tempo, cianotica in preda al mio non saper tossire, un vaccino avariato, l'ormai desueto antivaioloso, una broncopolmonite , sempre in altri tempi, a cinque mesi.
E poi nel ricordo diretto, a dodici anni la caduta da un tetto, il restare un pomeriggio a terra incapace di emettere suoni, incapace di muovermi mentre sentivo le voci che mi chiamavano e poco tempo dopo la caduta da un albero su una cancellata su cui potevo restare infilzata ed invece ha rischiesto solo il tributo di un pezzetto di carne del braccio, rimasto lì mentre per terra guardavo il sangue che usciva copioso quasi con sorpresa.
E a 22 anni un incontro ravvicinato con un trattore mentre uscivo con la moto da un sentiero, un impatto violento, il simonini da buttare e io solo una tibia fratturata.
CCome si può non vivere intensamente giorno per giorno quando hai sperimentato che può essere l'ultimo? Eppure l'intensità talvolta provoca ferite più dolorose di quelle fisiche ed allora scatta un altro meccanismo...quello della difesa e ci si lascia solo sfiorare dall'esterno, una sorta di atarassia in cui non si permette all'esterno di penetrare all'interno, ci si difende con un carapace che ben delinea il confine tra noi e gli altri.Persino il dolore fisico trova una barriera di insensibilità e viene respinto.
Ma la vita non ci sta ad essere ignorata.Qualche anno fa due episodi, ravvicinati, quasi il secondo a voler ribadire il primo, a dire ascolta. Mio marito ha fatto retromarcia col fuoristrada mentre passavo...è facile non vedere se non si è nal campo degli specchietti laterali e io sono incespicata e mi è passato sopra con una ruota, su una gamba,ma poteva essere la testa o il torace e mi è passato sopra senza danni , senza fratture, solo un po' di ammaccature. Poco tempo dopo un colpo di sonno in macchina...da un po' esageravo a non seguire le esigenze del fisico e sono finita nel guardarail, una macchina di sei mesi distrutta.Mi sono svegliata con le ruote anteriori che giravano a vuoto sospese nel vuoto, chiedendomi cosa fosse quel bainco flaccido che avevo davanti, l'aibag con il suo odore pulviscolare, coperta di minuscoli del parabrezza e girando la testa il contatto del gurdarail entrato nell'abitacolo, a due centimetri dal probabilmente decapitarmi. Eppure a testimonianza solo un taglio su un avambraccio.Forse da lì è reiniziata la voracità o meglio l’intensità.
Ricordate inAmarcord di Fellini? Ciccio Ingrassia, lo zio da istituto psichiatrico portato in gita familiare dal fratello. Salito su un albero urlava al mondo sino al calar del sole :Voglio una donna!!! Sordo ad ogni invito a scendere.
Non si sta male su un albero, anche se non ci sono stata sino al tramonto ed anche se non ho alimentato pettegolezzi paesani urlando… Voglio un uomo!!!! E neanche , perché no?….Voglio una donna!!! In fondo non c’è necessità di perdere la voce su un albero quando basta un sussurro.
No , non sono salita su un albero in preda a regresso infantile ,forse più un occhieggiare ai cosidetti bei tempi andati, quando in cucine fumose massaie virtuose mescolavano per ore pentole ribollenti di traboccante marmellata giacchè ancora la Cameo non aveva inventato il Fruttapec , dal minuto ai tre minuti di cottura.
A dire il vero la marmellata l’ho preparata di lamponi, su cui salire sarebbe alquanto difficoltoso, mentre sull’albero ho raccolto le amarene per lo sciroppo omonimo. E per raccoglierle ci ho messo più o meno tre ore.Merito quasi il titolo di Scimmia dell’Anno.Dopo 5 minuti si acquista disinvoltura e il piede trova da solo l’appoggio nell’incavo tra due rami, sul moncone di un ramo potato e il corpo trova nuovi baricentri per non spostarsi su altri appoggi e si sporge qya e là con sempre maggiore sicurezza e come dice la mia metà, incoscienza. E poi dicono che la spericolatezza è una qualità o un difetto più maschile che femminile. O forse la sua è preoccupazione per ciò che non potrei fare con una gamba rotta…chissà… o forse semplicemente affetto…più tardi te le raccolgo io….già ma io nel frattempo lo faccio e, tesoro, SONO CAPACE di arrampicarmi su un albero nonché di scenderne….
Beh ormai ci sono una ventina di chile di amarene spappolate a fermentare in due conchette sino a domani e non ho neppure più le mani e le braccia appiccicose di succo della schiacciatura,fresca e profumata dopo una doccia . Ed oggi è sabato e basta con il lavoro da Donna Perfetta. Propongo al tesoro suddetto di cenare fuori e poi magari dopo lo concupirò.