un cammino insieme senza veli, attraverso il sesso,attraverso le emozioni, attraverso l'amicizia, attraverso i pensieri
Pochi giorni fa leggevo il post di un quarantenne che si osservava allo specchio vedendo i cambiamenti del tempo e interrogandosi su come sarebbe stato nel proseguire degli anni.
Ci ho anche scherzato sopra, giocando sul mio decennio in più, ma in effetti certi pensieri li ho fatti io stessa. negli ultimi anni ed in particolare nelle ultime settimane.. Ho mia suocera a casa. A gennaio si è rotta una gamba e negli ultimi giorni di luglio l’ho portata a casa mia dalla casa di cura dove ha fatto la rieducazione, in attesa di decidere cosa fare, per vedere se è in grado di tornare a vivere sola a casa sua o con una badante o in una casa di riposo.Una delle ipotesi è anche quella di restare a vivere con noi, ma sono molto titubante..Ma di questo ne parlerò un’altra volta forse.
Ha 82 anni e questa ultima frattura oltre altre in passato le ha inibito molto i movimenti e non è in grado di fare il bagno da sola. Ha anche una piaga di decubito su un tallone, escara si chiama, ma il medicarla a giorni alterni,( forse perché sono abituata alle ferite, nel mio lavoro capita di tagliarsi o farsi delle abrasioni e poi le mie figlie da piccole erano abbonate al pronto soccorso) non mi impressiona come mi ha impressionato il lavarla, e vedere la decadenza fisica di un corpo anziano, il seno completamente vuoto,il sedere privo di rotondità, la pelle non tesa dai muscoli ma che sembra quasi staccata . E la glabricità della figa, così diversa dalla nudità del mio depilarmi.
Un corpo assessuato, al di là dei nudi attributi sessuali. Non so, forse l’impressione sarebbe stata diversa se fosse una donna in sovrappeso e non così magra, magari mi avrebbe colpito meno la flaccidità e la mollezza, ma comunque è una cosa che mi ha fatta osservare più attentamente. Non ho mai avuti grossi complessi riguardo al mio aspetto, a parte forse da ragazzina per la magrezza, ma giusto nell’età in cui l’aspetto fisico per i primi interessi verso l’altro sesso sono apparse le prime minigonne, gli ombelichi scoperti e la mancanza di "prorompenza" è diventata un pregio. E un po’ per aspetto fisico, un po’ per "testa" non ho mai avuti problemi quando ho voluto portarmi a letto un uomo né a suscistarne il desiderio anche quando non mi interessava farlo.Eppure non ho mai curato il corpo,neanche mi sono mai truccata se non sporadicamente,ne ho mai prestato molta attenzione all’abbigliamento. Se ho fatto degli sport è stato per piacere, non per mantenere la forma fisica. Anche ora certo un po’ di decadimento c’è, non ho più un seno sodo come a trentanni,ma le sue misure non lo rendono cadente,qualche chilo l’ho preso, ma ci sono diciottenni che hanno più "salsiciotti" o cellulite di me, però …
Ecco mi chiedo per esempio se le "evasioni" degli ultimi anni non siano anche bisogno di sentirsi ancora piacevoli, rassicurazione, non solo, ma almeno in una piccola parte, un non bastarmi di essere ancora desiderata da mio marito.
Ho due cani. Tai è un lupo di due anni, Black un incrocio di razze ben definite nelle loro caratteristiche salienti, mischiate . Taglia piccola, corpo allungato nella sproporzione di un bassotto, anteriori dalla postura da mastino, un pelo nero corto lucido come una foca. Ed è preponderante su Tai, nonostante la taglia assolutamente più piccola.
E’ sparito tre giorni. Vane le ricerche. Vano il lasciare il cancello aperto sperando di sentirlo raspare alla porta. In passato ci hanno avvelenato due cani a distanza di poco tempo e mia figlia ci pensava. Bisogna lasciarla stare quando è triste, non ama essere consolata o rassicurata. Una parola qua e là perché senta amore, una carezza passando, ma mi somiglia molto e so che preferisce così.
Ieri sera è tornato.Non ha raspato alla porta.E’ sembrato qualcuno bussasse. Simona si è illuminata. Tai era da due giorni mogio, lo cercava, impazzito, gli saltava attorno, saltava attorno a noi quasi a dire guarda! Hanno mangiato entrambi, Tai quasi adorante, poi dietro nel mio salire e scendere sotto,come sempre.
Distratta da faccende varie che relego alla sera, subito non me ne sono accorta, ma a un certo punto mi sono resa conto di non avere la solita corte tra i piedi. Ho chiamato.Nessuna risposta. Ho iniziato a cercarli. Black era sotto il divano, Tai sul tappeto che uggiolava,cercando inutilmente di strisciarvi sotto anch’esso. Ho dovuto svegliare Simona per fare uscire Black, mi seguono passo passo ma è lei che ascoltano invariabilmente. Era strano Black, abbandonato, poco reattivo. Neanche ad accarezzare Tai si precipitava come sempre ad intrufolarsi , entrambi gelosi uno dell’altro eppure uniti. Simona preoccupata, io egualmente cercando di non mostrarlo…e se ha mangiato qualcosa di avvelenato? No dai, gli altri avevano sintomi diversi...e se domattina è morto? Tranquilla li porto giù in tavernetta,stanotte stiro e lo tengo d'’cchio , se vedo sta male chiamo Matteo,il veterinario.Ma semmai li porto in camera mia e sto sveglia io…no tesoro, dormi tranquilla dai…Beh per le mie figlie sono stata più volte sveglia la notte quando non stavano bene, anche coi cavalli qualche notte in stalla e a farli passeggiare per una colica l’ho passata, non è la fine del mondo controllare un cane. Ho stirato in effetti e ho quasi finito Narciso e Boccadoro di Hesse, la tv accesa a tenermi compagnia, ma tutto sommato più affascinata dal comportamento dei cani. Tai ha iniziato a leccare Black, proprio bagnandolo, Black immobile, ogni tanto lo toccavo per vedere fosse caldo, e quando si interrompeva ansimava affannosamente con la lingua fuori come se fosse estremamente assetato, ma non beveva l’acqua offerta.Era agitatissimo. E ogni tanto simulava il coito, spingendo sulle zampe dietro e tirando fuori l’uccello. Penso sentisse addosso a Black odore forse della cagnetta della cagnetta per cui magari era scappato. E penso che Black fosse semplicemente esausto, oggi che ha i soliti comportamenti, stanco per chi sa uqanti chilometri percorsi, per chissà quale profusione di energia.
Ricordate quando eravate bambini?
Quanti di voi riescono a ricordare le proprie percezioni infantili?
Questa è una società che ripudia la naturalezza del bambino.
In questa società quando il bambino nasce non viene accettato per quello che è, l'adulto vuole cambiarlo, disciplinarlo con forzature di ogni tipo.
Nella realtà il cucciolo d'uomo ha moltissime qualità che noi abbiamo invece irrimediabilmente perduto.
L'ignaro ed inconsapevole genitore, ormai profondamente condizionato dal proprio contesto sociale, non è in grado di ricordare, non sa più riconoscere quelle qualità come essenziali e, pensando di far bene, non accetta che si manifestino nel bambino, adoperandosi così in uno scrupoloso lavoro di repressione, negazione e rimozione forzata.
Se proviamo per un attimo ad identificarci nel *frugoletto* lo scopriremo costretto ad escogitare soluzioni, vedremo un bambino obbligato a negare molte parti di sé, parti alle quali non viene concesso il permesso di manifestarsi.
Noteremo un bambino impegnato in un penoso compito: negare la sua natura, negarla fino al punto da diventarne inconsapevole.
Le qualità umane vengono sin dall'inizio represse e relegate in un angolo buio, ma esse vogliono affermarsi naturalmente e cercano di ribellarsi, di reagire, vogliono venire alla luce e ci spingono così ad una incessante lotta interiore contro quel soffocante condizionamento legato inscindibilmente ad un'errata formazione culturale che tenta di reprimere le nostre sane e naturali inclinazioni.
Ma cosa succede, viene da chiedersi, a quella parte di noi stessi che abbiamo represso?
Perché la sentiamo così spesso riemergere?
E perché è così grande in molti la paura d'incontrarla?
Chi è fermamente deciso a riscoprire il senso dell'esistenza e vuole con determinazione mostrare la totalità di se stesso a se stesso, dovrà anzitutto abbandonare il suo ego; solo così potrà trovare risposte sincere a quelle domande.
Quelle risposte rappresenteranno, nel cammino, il superamento di un primo gradino, ma chi ha deciso di conquistare la vetta dovrà trascendere completamente il suo ego ed avrà bisogno di una guida fedele ed autentica che apra il suo occhio... quella guida ha un solo nome: consapevolezza.
Chi invece non si sente pronto o pensa che non sia importante penetrare il senso di questa misteriosa esistenza, non si preoccupi di ricercarlo, non è evidentemente chiamato a questo compito. Resti pure nel suo confortevole bozzolo illusorio, se lo desidera, ma non cerchi di convincere altri a seguire il suo esempio.
A mio avviso nessuno dovrebbe concentrare la propria attenzione su ciò che ad egli appare come giusto o sbagliato, ma piuttosto cercare di comprendere la vera origine di ogni evento, la composizione intrinseca.