un cammino insieme senza veli, attraverso il sesso,attraverso le emozioni, attraverso l'amicizia, attraverso i pensieri
Come anticipato nel post precedente, cominciava ad essere problematico avere un solo cavallo. Certo, spesso le passeggiate erano con partenza dallo svizzero e affittavamo uno o due cavalli, ma non era possibile andare in compagnia nei boschi intorrno a casa.E allora abbiamo comprato Paso, un argentino pezzato. Nuove modifica alla stalla per ricavare due box, ampliamento del posto dove conservare il fieno, raddoppio del tempo dedicato alle cure degli animali, ma ora era possibile uscire o io con mio marito o la bimba con uno di noi.E nuovamente fortuna nella scelta.A quattordici anni un cavallo è nel pieno della vigoria, senza le insicurezze e l'impeto di un cavallo giovane. Per paragonarli all'uomo, un cavallo di sette,otto anni è un ventenne, di quattordici un quarantenne.
E poi i cavalli non sono tutti uguali. Hanno una loro personalità esattamente come noi.Paso è un cavallo possente, affidabile, senza paure, non elegante come Tusca,ma instancabile e altrettanto generoso, sia pure in modo diverso. Ricorrendo a Dumas, Tusca era paragonabile ad Aramis e Paso ad Athos.Il galoppo di Tusca esprimeva eleganza e fluidità, quello di Paso soprattutto forza e potenza.E questa differenza si riproneva anche nell'aspetto, nel rapportarsi al cibo:Lasciati al pascolo si vedeva dove aveva pascolato Paso e dove Tusca. Paso infatti era metodico, un tosaerba . Dove esprimeva invece fantasia e ingegno era in un'altra cosa, tanto che spesso ho pensato di cambiargli nome e chiamarlo Papillon. Aveva infatti un animo da evaso. Non so quante volte abbiamo cambiato il sistema di chiusura del cancelletto del box, ma è sempre riuscito , dopo 15, 20 giorni a trovare il modo di aprirlo, o con la forza oppure proprio con l'abilità.Comunque il mio cavallo e quello di Simona è rimasto Duca, Paso è stato sinchè c'è stato Tusca, il cavallo di mio marito.